Uno spettacolo che orbita attorno a queste parole chiavi: teatro, rivisitazione del mito, architettura del potere. Una metafora del nostro tempo, tra la gabbia dell’Io e la gabbia del capitalismo.
“In un mondo dove non è più concesso errore, ricerca, sentimento e ragione, Icaro è l’unico Uomo rimasto. L’unico in grado di sbagliare, credere e soprattutto dubitare. Il padre, Dedalo, è un architetto imperatore, che costruisce labirinti (uno uguale all’altro) dentro i quali si svolge la vita del popolo e dei sovrani. Un mondo al contrario e perfettamente funzionale. I regimi di Dedalo sono opere d’arte, o di modernariato come dice lui stesso.
Icaro porta presso di sé il peso della sua lucidità, per la quale viene considerato malato. La sua missione è quella di riuscire a far sbagliare gli uomini. Viene considerato pericoloso e perciò rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Il padre, orgoglioso, decide di costruire due paia d’ali per volare e mostrare al figlio il labirinto presso il quale dovrà regnare, per persuaderlo della bellezza dell’opera. Icaro, però, rimane inorridito e compie il suo ultimo errore, ovvero allontanarsi dalla terra avvicinandosi al Sole che brucia la cera delle sue ali e lo fa cadere. Sarà uno solo l’uomo che Icaro riuscirà a fare sbagliare”.
Regia: Luca Atzori
Attori: Filippo Rubino, Emilio Bonelli, Alessandra Nicoloso, Mariaelena Piovesan.
Musica: Alessandro De Caro
Costumi: Rossella Vayr
Organizzazione: P-Ars Andrea Riccioletti Studio
ICARO va in scena al Teatro Espace, via Mantova 38 (Torino): 28 maggio ore 21:00-29 maggio ore 23:00.
Anteprima dalla musica di scena (estratti):
Scena del volo di Dedalo e Icaro:
Intervallo e/o cambio di scena:
Monologo di Dedalo:



