Regen: sound design

5 10 2018

Studio per sonorizzazione

Regen

Nell’ambito del progetto SoundLAB a cura della redazione di Nomos Alpha Contemporary, sto ultimando la sonorizzazione del film Regen di Joris Ivens (1929). Il progetto prevede due versioni, video e interactive. Durante le ricerche mi sono stati di grande aiuto gli articoli pubblicati sul film di Ivens, in particolar modo lo studio di Ian Mundell pubblicato sulla rivista di cinema canadese Sense of cinema.

“At the visual level it is an abstract exploration of water falling on water: rain on the wet streets of Amsterdam, on the canals, on the bonnets of cars, and so on (including, it seems, on the skylight above Ivens’ bed). As with The Bridge, the film was shot over many months, although this time the subject was not the same every time Ivens went back. Is it therefore a greater leap to construct from this material, as Ivens did, a film that tells the story of one rainstorm over Amsterdam? Perhaps, if the sole aim is abstract analysis. But if your aim is documentary, to represent the lived experience of a rainstorm, the leap is essential” (Ian Mundell, Sense of cinema).

Annunci




Un progetto per Elina Steichen

4 10 2017

sculptureHo iniziato a lavorare alla musica per il documentario di Elina Steichen, un bellissimo progetto sulla scultura (titolo provvisorio: Sculpture de soi). Ricevuto il pacchetto di immagini e video, inizio a immaginare un dialogo possibile tra i suoni e le immagini. Ma non è facile…Quello di Elina non è un documentario convenzionale e neppure quella che si chiama, di solito, docufiction.

E’ una riflessione intima sui limiti del corpo e della sua rappresentazione. Mi ha colpito, soprattutto, il rapporto tra le didascalie e l’immagine. Le immagini non sono definitive ma “parlano” chiaramente, sia quelle fisse che in movimento. Movimenti spesso rallentati, sensibili alla materia e ai materiali, come un invito allo sguardo se non, a volte, alla danza.

 

 





Neumi: il cd book e il progetto

22 02 2012

Neumi_cdbook_coverE’ da qualche tempo disponibile il cd book Neumi – cantus volat signa manent edito da Genesi Editore per la collana Novazioni (2011). E’ un disco particolare, basato sull’interpretazione e, in certi casi, sulle elaborazioni originali di partiture antiche e moderne: si va dalla chironomia medievale ai reperti cuneiformi alle tavolette sumere per arrivare  a sistemi neumatici anche non direttamente legati al suono, ma riadattati per quest’avventura ai confini del segno musicale. Tra archeologia e notazione, antropologia del suono (e quindi anche dello spazio) e ricerca timbrica e armonica. Si può leggere un’intervista sul blog Ferro e Tabacco (Francesca Grispello).

Davvero molte le partecipazioni di solisti e gruppi musicali sulle tracce di Neumi: Davide Riccio (Baby Lone), Ashtool e Oscar Mucci (Hurrian Hymne, Orienta), Maoro Sanna (Tebit), Jacopo Andreini Ensemble (Dramatic Aria), Gregorio Bardini e Paolo Longo Vaschetto (Kele Kele by Komitas Vardapet), Krell (Gianluca Cremoni Baroncini) con Anubi, Gerstein con il suo omaggio a Russolo Risveglio di città, i Deadburger con Kirie eleison, Girolamo De Simone con L’inno a Giovanni e tanti altri. Della compilation fa parte anche il mio Kirielle (Cantata). Una banda sonora quanto mai eclettica e festosa, quindi, accampagnata da un bel layout grafico ideato da Alessandro Casini (www.kane.it). Senza dimenticare le belle immagini offerte dalla collezione Martin Schoyen e la collaborazione preziosa dell’editore Genesi.

Il cdbook (cd + libro) è disponibile su Discogs .





Ipogea: il suono arcano della Terra

21 01 2012

Installazione interattiva di Piero Gilardi
in collaborazione con Ennio Bertrand

Soundesign

IpogeaSi tratta di un percorso visivo e sonoro affascinante che non dubito piacerà al pubblico, denso com’è di riferimenti culturali e filosofici oltre che di un’armoniosa realizzazione tra l’aspetto materiale e quello acustico. Dal concept del progetto estraggo queste note: “In molti miti della antichità occidentale ricorre l’idea che nelle profondità oscure della terra siano celati misteriosi e preziosi tesori. Pensiamo, ad esempio, alla narrazione della vicenda di Psiche che discese nell’Ade alla ricerca di un salvifico cofanetto. Gran parte dei miti antichi e arcani, secondo James Hillman, sopravvivono, più o meno occultamente, nell’odierno inconscio collettivo motivando i comportamenti degli individui e dei gruppi nelle dinamiche e nei conflitti sociali. L’elaborazione del progetto di quest’opera ha preso avvio dal mio vissuto emotivo durante una visita ad una grotta speleologica (Grotta di Bossea, Alpi liguri) la cui particolarità consiste nell’essere stata scavata da un fiume ipogeo tutt’ora presente. La scoperta e l’ascolto di questo fragoroso torrente sotterraneo mi hanno dato la sensazione di aver impattato una fonte nascosta di bio-energia e stimolato il mio immaginario a trasformare questo evento soggettivo in una metafora divina possibile via d’uscita dall’odierno scenario di vita, bloccato e schizofrenico, della società globalizzata” (P. Gilardi).

 





All variations of incomplete music

2 11 2010

The piece I present is inspired by Sol LeWitt ‘s visual work All variations of incomplete open cubes, 1974, which portrays the decomposition of a cube of which only some sides are shown sequentially to the public. In my composition, these “schematic” figures are replaced by musical phrases that remain “open” to all possible combinations, creating a circular and permutable effect when listening.

Unlike John Cage, who most often relied on criteria derived from random or mystical approaches (for ex. I Ching), LeWitt’s work is strictly geometrical and does not leave many opportunities for psychological or religious considerations. I have tried to recreate the feeling of space inside and around the “cube”, as if this were a room, each time considering the possible links between harmonic figures.

Sol_LeWitt

Il brano che presento trae la sua origine da un’opera visiva di Sol LeWitt basata sulla scomposizione di un cubo (All variations of incomplete open cubes, 1974) di cui venivano forniti, in sequenza, soltanto alcuni lati della figura. Questi “schemi” nella musica sono sostituiti con le frasi musicali che restano “aperte” ad ogni combinazione possibile, creando all’ascolto un effetto circolare e permutativo.

A differenza di John Cage che si affidava spesso e volentieri a criteri casuali o di derivazione mistica (I Ching), l’opera di LeWitt è rigorosamente geometrica e non lascia molto spazio a considerazioni psicologiche o religiose. Nella mia musica ho cercato di rendere la sensazione dello spazio sia dentro che attorno al “cubo”, come se questo fosse una stanza, considerando ogni volta i possibili legami armonici tra le figure.

(presentazione per la mostra del gruppo We are making digital art)

All variations of incomplete music (1′:50”):





Kirielle

12 02 2010

Kirielle (Cantata)

KirielleThe piece I present is a new version of the concluding part of a larger work, Kirielle (Cantata). It draws on some features of ancient choral music and places these within the contemporary context. The title of the piece is in French as this allows for a variety of possible meanings: litany, complaint, series, sequence. In general terms, I sought to grasp the atmosphere of choral music through the generation of synthesized sounds. From the point of view of composition, I developed the piece using musical notation based on models from mathematics and physics (such as set theory or the Ising model), suggesting to the audience listening and interpreting the piece a sonic structure existing in space as well as in time.

Duration: 5’:20’’

Selected by SoundLAB VII, Cologne New Media Festival (Germany).

Kirielle (part I-II-III, 5′:27”):

 





Pesci poeti

12 02 2010

2009
Ambiente sonoro per l’installazione Pesci poeti di Ennio Bertrand (opera interattiva per pesci rossi musicisti).
Descrizione del progetto: ” Pesci poeti è il risultato della complessa e felice evoluzione dell’opera interattiva Lux sonet in tenebris del 1992. Nella versione attuale saranno dei pesci rossi a interagire con una sorgente luminosa che, interrotta dal loro movimento nell’acquario, genererà suoni in un continuum straniante e poetico. I Cieli di velluto appartengono al periodo della sperimentazione con i LED iniziato alla fine degli anni ’80. Su teli di velluto blu, che rimandano immediatamente alla percezione della volta celeste, sono inseriti centinaia di LED che, comandati da transistor, si illuminano e pulsano creando un effetto visivo ed emotivo di grande impatto”.

“La struttura musicale di Pesci Poeti è composta di differenti partiture a cui è concesso un tempo predefinito di esecuzione, trascorso il quale si passa alla partitura successiva. Come un foglio che venga voltato.I suoni di ogni partitura possiedono un loro preciso riferimento spaziale interpretato da una telecamera, stabilito a priori durante la composizione del materiale sonoro nel software dell’installazione. Ogni suono, virtualmente contenuto da ciascuna area viene attivato dal passare dell’ombra dei pesci. Quindi il movimento aleatorio degli animali attiva uno o più suoni della partitura che, eseguiti nella sequenza o contemporaneità stabilita dai pesci, divengono nel loro sviluppo temporale il brano musicale” (dal comunicato stampa della mostra tenutasi dal 12 al 20 dicembre 2009).

Titolo del progetto: Fishdance (tre brani e sound packs)

Durata: loop

Fishdance I (39”):

Un video dimostrativo dell’artista Ennio Bertrand:








%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: